Ciao ragazzi!
Oggi parleremo di una particolare “moda” che sta spopolando in tutta Italia:
il Boom dei Ristoranti Cinesi.
Premetto che io amo la cucina orientale in generale, specialmente quella giapponese, ma in questo articolo cercherò di comprendere insieme a voi quali possono essere i motivi di questo strano successo.
La crisi economica del nostro Bel Paese ha messo in gravi difficoltà tantissimi imprenditori in Italia, anche quelli che in altri momenti non l’hanno mai avvertita.
Per le strade ci sono sempre meno ristoranti: quelli già avviati non sono più in pari con tasse, pagamenti merce e dipendenti e dichiarano fallimento ed i nuovi localini che aprono si vedono costretti a chiudere dopo pochi mesi per lo stesso motivo.
La domanda allora sorge spontanea: come fanno invece i ristoranti cinesi a sopravvivere?
Siamo portati a ritenere che gli ingredienti utilizzati siano di dubbia qualità, le carni prese chissà dove, ma io vorrei che ci fermassimo ad analizzare il lato legale del loro successo.
Proviamo a guardare l’interno di un ristorante cinese: cosa si utilizza davvero?
Materie prime povere: verdure come carote, verze (che hanno i più bassi costi sul mercato), varietà di pesce economiche (pesce azzurro, merluzzo), tagli di carni poco costosi (scarti di maiale, pollo), cotture veloci e gustose di per sè come la frittura (si sa che “fritta l’è bbona anche una ciabatta…”) danno la possibilità di creare menù dai costi fortemente ridotti.
E la manodopera? A conduzione familiare, il che vuol dire paghe altamente contenute e orari fuori dall’ordinario.
Così i ristoranti cinesi spopolano (e con loro anche coiffeur e centri estetici) e la quantità di clienti diventa sinonimo di qualità, dove per qualità si intende cibarsi discretamente e salvaguardare il portafoglio durante la crisi.
La conseguenza di tutto ciò?
Anche un famoso ristorante a Milano o la blasonata pizzeria di Roma saranno costrette a salutarci per sempre.
E anche se ogni tanto sentiamo notizie di chiusure di ristoranti cinesi causa utilizzo in cucina di gatti e ratti, leggiamo notizie di parrucchieri cinesi che utilizzano tempere al posto di tinte, piastre e phon che non rispettano gli standard Ue, in generale quasi tutti raccontano di buoni trattamenti e di cibi gustosi.
E si sa che l’Italia è come un gregge.
La gente dovrebbe guardare i filmati di come ammazzano gli animali i cinesi per far passare la voglia di mangare cinese!!!Senza parlare dei cani e gatti usati in cucina.
Quello che hai scritto è purtroppo la triste verità, oramai anche i ristorantini nelle città che fin’ora per motivi turistici hanno tenuto botta, iniziano a cedere il posto a quelli cinesi … senza denigrare i ristoranti o le attività cinesi, è tristissimo vedere come la crisi stia sostituento l’arte, la bravura, la qualità e la creatività degli italiani con quella standardizzata dei cinesi … sembra quasi un segno di arresa. Spero che questo periodo nero passi presto, spero che presto arrivi una bella idea che possa farci riemergere.
mi piacevano molto un tempo, ma da quando ho scelto la qualità non ci vado quasi più…
sono d’accordo su tutto 🙂
Adoro la cucina orientale e per non incorrere in brutte avventure me la preparo in casa, cosi’ so cosa ci ho messo dentro 🙂
Mamma mia, non so che dire. Mi piace la cucina cinese e naturalmente anche il fatto che sia economica, ma speriamo che questa crisi finisca presto!!